Destinato a un futuro promettente, il titolo MMO in terza persona Blackbird, nome in codice di ZeniMax Online Studios, è stato improvvisamente cancellato. Questa sorprendente decisione è avvenuta nel contesto della ristrutturazione di Microsoft del 2025, che ha interessato la divisione gaming e ha fatto seguito a una serie di licenziamenti.
Nonostante la cancellazione, Blackbird è stato un progetto di spicco all’interno di Xbox, riscuotendo un notevole entusiasmo da parte dei massimi dirigenti. Alcuni report indicano che il capo di Xbox, Phil Spencer, si sia mostrato profondamente interessato a una prima versione durante una visita in studio, costringendo il presidente di Xbox, Matt Booty, a intervenire e a riorganizzare la riunione.
Shock della cancellazione del Blackbird
L’ambizioso titolo è stato concepito come uno sparatutto online con saccheggio, che ricorda l’acclamata serie Destiny. Caratterizzato da un coinvolgente combattimento in terza persona, meccaniche di progressione cooperative e un innovativo universo fantascientifico, Blackbird avrebbe dovuto debuttare nel 2028, forte di anni di sviluppo dedicato.

ZeniMax Online Studios, rinomato per il suo acclamato titolo The Elder Scrolls Online, ha costantemente contribuito alla realizzazione di contenuti live-service per le proprietà di Bethesda, tra cui Fallout 76. Le aspettative per Blackbird erano elevate, in quanto rappresentava una nuova e significativa proprietà intellettuale progettata per il panorama multigiocatore a lungo termine, realizzata da uno dei team MMO più qualificati al mondo.
La decisione di cancellare Blackbird ha sconvolto lo studio. Matt Firor, fondatore e game director noto per il suo ruolo fondamentale nello sviluppo di The Elder Scrolls Online, ha deciso di dimettersi subito dopo l’annuncio della chiusura del gioco.
Sebbene Microsoft non abbia ancora formalmente affrontato le conseguenze di questa cancellazione, il destino di Blackbird serve da duro monito: perfino i progetti più celebrati, personalmente sostenuti da personaggi chiave come Phil Spencer, non sono immuni ai cambiamenti di priorità all’interno di un ambiente aziendale.
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